La leggenda della gocciolina – di Ludovica Mazzuccato

giugno 7, 2011 by · 1 Comment
Filed under: Preziosa acqua 

C’era una volta un uomo che odiava l’acqua: non voleva mai lavarsi e beveva solo bibite piene di coloranti; detestava persino la pioggia e coceva la pasta nel latte!
Certe volte lasciava aperto per ore il rubinetto del lavandino sperando che tutti i fiumi e i mari del mondo si prosciugassero.
Questa sua fobia sembrava avere radici remote. Da bambino aveva rischiato di affogare nella vasca e da quel momento l’elemento H2O era diventato il suo peggior nemico.
Un giorno dovette partire per un lungo viaggio di lavoro, ma si perse lungo una strada deserta, in un luogo disperso. Ad un certo punto dal cofano della sua macchina cominciò ad uscire una colonna densa di fumo. Da quando l’aveva comperata non aveva più messo acqua nel radiatore. Provò a metterci un po’ di aranciata ma il problema non si risolse.
Allora cominciò a camminare sperando di trovare una stazione si servizio.
Camminò per ore ed ore, sotto il sole cocente,  senza incontrare niente e nessuno. L’aranciata era finita tutta nel radiatore dell’auto e l’uomo cominciava ad avere una gran sete.
La sera sembrava non arrivare e lui era sempre più stanco.
Ad un certo punto vide al lato della strada, che si faceva sempre più polverosa, una piccola fontana di marmo. Vicino al tubicino da cui avrebbe dovuto uscire l’acqua, c’era appeso un cartello che diceva così: “Se l’acqua non sai amare, da questa fonte non ti potrai dissetare”.
L’uomo non fece molto caso allo stano avviso e tanta era la sete che non fece lo schizzinoso e si avvicinò per bere. Dal tubicino però non uscì neppure una goccia.
Pensò che la fontana non funzionasse, ma in quello stesso istante planò un uccellino e appena questo avvicinò il becco alla fonte, dal tubicino zampillò acqua freschissima.
L’uomo infastidito ci riprovò, ma la fonte gli negò persino una lacrima.
Era rimasta però una gocciolina sul fondo della fontana che lo guardava contrariata.
«Ehy, dico a te! Sì, proprio a te! Tu non ami l’acqua! Vuoi bere da questa fonte solo perché non hai null’altro per dissetarti!»
«Stupida goccia d’acqua! Tu non hai nulla da insegnarmi: fra qualche minuto il sole ti asciugherà e non esisterai più!» rispose in modo sferzante l’uomo.
«Sì, hai ragione, ma salirò in cielo e chissà dove, chissà quando ritornerò pioggia sulla terra! Tu invece se non cambi sei destinato a morire proprio come una pianta a cui nessuno dà da bere!» disse la gocciolina prosciugandosi.
L’uomo ormai allo stremo delle forze, ma pieno di odio, si mise di nuovo in marcia.
Incontrò un pellegrino che aveva una borraccia d’acqua ma lui per orgoglio non ne accettò nemmeno un sorso. «Si vede che è parecchio che non bevi acqua: la tua anima ha bisogno di depurarsi… di eliminare tutte quelle scorie che ti fanno essere così scontroso!» disse il vecchio saggio allontanandosi nel senso opposto al suo.
Ad un certo punto il cielo si fece scuro e una nuvola plumbea si fermò proprio sulla sua testa.
Una piccola goccia di pioggia uscì dalla nuvola.
«Stupido uomo, mi riconosci? Sono quella goccia della fonte» gridò la gocciolina prima di cadere sulla fronte dell’uomo.
Quando quel puntino fresco si posò sulla sua pelle, improvvisamente, qualcosa cambiò in lui.
Si sentì un uomo nuovo e cadendo in ginocchio esclamò:
«Rimpiango il tuo bacio di calcare nel lavandino. Ti rimpiango, come il ciottolo nel greto secco rimpiange il ruscello. Rimpiango ogni tua goccia sprecata a litri per lavarsi i denti. Ti rimpiango come il seme che con le sue mani di radice ti brama tra le zolle arse.
Rimpiango di non aver ascoltato la disperata sete della mia anima e la sapiente sete del mondo raccontarmi il deserto.
Ti rimpiango come il pesce arenato che boccheggiando ti dedica la sua ultima preghiera.
Sgorga, scorri, sfocia… Zampilla, evapora, gocciola… E ancora sgorga, corri, sfocia…Zampilla, evapora, gocciola.
Regina trasparente del mio corpo, insegnami ad amare la vita in un bicchiere di te, mezzo pieno
o mezzo vuoto, ma più prezioso dell’oro… Perché l’amore è come te: prende la forma che gli diamo!».
A quelle parole dalla nuvola cominciarono a scendere copiose gocce di pioggia.
L’uomo aprì la bocca e si dissetò.
Tutt’intorno cominciò a fremere la vita: il deserto della sua solitudine stava pian piano scomparendo.
Aldo si svegliò di soprassalto. Ancora una volta si era addormentato sulla sedia a dondolo mentre raccontava una fiaba al piccolo Luca che dormiva già sereno nel suo lettino.
Chiuse delicatamente il libro spalancato sulla “Leggenda della gocciolina” e, quatto quatto, si alzò, cercando di non fare rumore e, prima di spegnere l’orsetto abatjour, si assicurò che sul comodino del figlioletto ci fosse un bel bicchier d’acqua in cui affogare i brutti sogni.
Ad Aldo, la mattina successiva, mentre si faceva la barba, venne in mente lo strano sogno che aveva fatto la sera precedente. Di gran fretta chiuse il rubinetto: meglio non sprecarla – pensò tra sé!
Poi il suo sguardo si soffermò su una gocciolina che scendeva, come una lumachina, lungo lo specchio appannato. Aldo, per un attimo, ebbe come l’impressione che quella gli stesse sorridendo e lui, senza pensarci, contraccambiò soddisfatto.
Aveva solo chiuso il rubinetto, ma si sentiva di aver fatto qualcosa di buono per il mondo intero, senza nemmeno sapere che quel giorno – il 22 marzo – era la Giornata Mondiale dell’acqua!

Ludovica Mazzuccato

Intraprendere Blog Network

Magazine Blog Network, è ad oggi il più grande network italiano di blog professionali. Per proporci delle partnership, cambi, collaborazioni, avere informazioni pubblicitarie, inviarci un comunicato stampa contattateci. Il network è gestito da Ariapertalab, casa editrice e laboratorio di idee guidato da Giuseppe Piro.


il nostro network