Filtro d’Amore – di Valentina Tassini

giugno 10, 2011 by · 1 Comment
Filed under: Preziosa acqua 

 

Poi vorrei capire perché, su questo Pianeta, quando non si sa più chi incolpare, come realizzare soldi facili, guardarsi in qualche servizio al telegiornale e scoprire il proprio viso compiaciuto su qualche giornale ci si attacchi a cose di primaria importanza. Il mondo cade a pezzi e milioni di euro sono spesi per le schede elettorali. Dice bene mio nonno: “ I ricchi stanno in alto e cercano di guadagnare con la terra; noi poveri stiamo in basso e tiriamo avanti aggrappandoci a qualcosa in cielo”… e come dargli torto! Tra qualche giorno si voterà per la privatizzazione dell’acqua. Più il tempo scorre e meno cose ci appartengono. Per fortuna i ricordi sono i nostri e nessuno può disporre un sigillo e dire: “ dal 13 giugno 2011 non saranno più tuoi; ti saranno concessi secondo i nostri ordini e a nostro piacimento”. Quelli no, sono intoccabili. E allora voglio rendere partecipi anche voi di quello che, l’acqua, è stata in grado di creare…

Ero a San Felice Circeo per lavoro; mi avevano commissionato il restauro della Chiesa di San Felice Martire che stava cadendo a pezzi logorata dall’età e dalla guerra finita da poco. Classica Chiesa a pianta centrale che si apriva su un chiostro in cui le belle fanciulle si sedevano per ricamare o per giocare con i fratelli più piccoli. Ce n’erano molte, una più bella e sorridente dell’altra. A quell’età, in quei tempi si era più spensierati di ora ma con mille problemi in più; si doveva allontanare la tristezza della Seconda Guerra Mondiale, le persone care perse e riprendere la propria vita in mano. Ne notai una in particolare però. Distante dalle altre, ricamava seduta sul bordo della grande fontana del Centro Storico. Schivava la compagnia ed i pettegolezzi fanciulleschi. Non si lasciava infastidire se non da quel sole che sconfiggeva immergendo il suo cappello di paglia lavorato a mano in quell’acqua limpida che le scivolava sul collo fino alla schiena. Ogni goccia prendeva vita, si animava sulle sue rosee spalle come se non fosse lei a trovare sollievo dalla calura estiva con quell’acqua pubblica, ma fosse l’esatto contrario. Era una meraviglia anche se era triste. Le si leggeva negli occhioni nocciola che le mancava qualcosa e in quella forza stentata con la quale portava a casa il suo orcio pieno d’acqua verso il tramonto. Volevo parlarle, chiederle almeno il suo nome, ma la paura di turbarla era tanta. Infondo io, non ero neanche del paese. Un giorno però presi coraggio, decisi di avvicinarmi a lei e di aiutala portandole la brocca. Gioco del destino volle che quella sera non la riempì, ma prese un’altra direzione. Non sapevo se seguirla o no, se scoprire dove andasse e poi fuggire per non infastidirla. Poi raccogliendo tutta la mia forza d’animo la raggiunsi. Giungemmo in una grotta scavata dalle acque torrenziali di un piccolo fiumiciattolo nato dalle rocce del promontorio. Si tolse il cappello, sciolse la lunga chioma che le coprì quasi tutta la schiena e tolse il vestito a fiori rosa poco prima di immergersi. L’acqua l’avvolgeva giocando con i riflessi prodotti dai raggi del sole. Era limpida come il suo cuore, irrefrenabile come la sua voglia di raggiungerla, dissetante e refrigerante proprio come la sua visione. Ce ne furono altri di momenti come quelli contornati dalla paura mia d’essere invadente e dalla sua innocenza che pian piano mi fece innamorare di lei follemente. È per questo che, tua nonna ed io, ci siamo detti il nostro sì infinito a Fonte di Lucullo. Beh, forse tra un po non sarà più possibile accedere ad essa. I rubinetti verranno chiusi, le fontane saranno distrutte e le piscine naturali private di quel bene necessario a tutti noi per vivere. Se questo accadrà per tua nonna e me sarà un duro colpo”.

Nonno così raccontava tenendo fra le mani un’ampolla riempita proprio questa mattina alla Fonte per il timore di non poter più richiamare alla memoria quei bei momenti rinfrescandosi il viso o dissetandosi con quell’acqua da cui tutto aveva avuto inizio.

Non possono toglierci anche lei. Non dobbiamo permetterlo. È un bene di primaria importanza, basti pensare che i bambini per nove mesi sono immersi nell’amnios formato principalmente d’acqua, che noi siamo composti al 70 % d’acqua, che le piante, le nuvole e gli oceani sono composti d’acqua. No. Deve essere nostra….

“Here we are

struck by this river.

You and I

underneath a sky that’s ever falling down, down, down

ever falling down”.

( Brian Eno; By this river)

Intraprendere Blog Network

Magazine Blog Network, è ad oggi il più grande network italiano di blog professionali. Per proporci delle partnership, cambi, collaborazioni, avere informazioni pubblicitarie, inviarci un comunicato stampa contattateci. Il network è gestito da Ariapertalab, casa editrice e laboratorio di idee guidato da Giuseppe Piro.


il nostro network