Diario di un Laureato



giugno 8, 2010 by
Filed under: Reportage scuola 

Caro Dario,

ormai è fatta! Almeno così si dice in questi speciali momenti, no?

Il grande giorno sta per arrivare. Eppure non so… Tu credi che dovrei parlare di un gran giorno o di un bel giorno? Forse i grandi giorni sono altri. Sono quelli che cambiano la vita di una nazione, di una comunità e si guadagnano un posto d’onore, con tanto di celebrazioni, nella memoria della gente. Io non credo che la mia laurea faccia di me un Clark Kent dei giorni nostri. Mettiamola così: il mio sarà un gran bel giorno per me e a miei cari. Fatto sta che non riesco a godermi appieno questa personale vigilia.

A questo punto dovresti esser tu a far la parte di quello che mi consola e mi dice quelle cose un po’ scontate, ma che uno si aspetta di sentirsi dire in queste occasioni! Non so del tipo che andrà tutto bene, che ho lavorato duro per scrivere questa tesi e i professori me ne renderanno merito. Potresti concludere schiacciando il tasto “orgoglio” dicendomi che pochi hanno avuto l’onore di avere un correlatore che viene appositamente da Torino per presenziare alla seduta. E poi dopo finalmente sarò libero da impegni, dopo anni e anni di sacrifici.

E qui ti interrompo caro diario perché non son sicuro che le cose fatte fin qui possano essere definite “dei grossi sacrifici”. I miei genitori non hanno fatto altro che ripetermi da quando ero bambino che andando a scuola non facevo altro che il mio dovere. Ora che ci penso, forse avrei potuto farlo anche meglio questo dovere e diventare un grande estimatore dell’arte del sapere.

Lo sai, ho sempre avuto in gran conto del valore sociale, etico e morale della signora Conoscenza. Mi son lasciato affascinare da ognuna delle sue doti, mantenendo sempre la mia curiosità sull’attenti pronta ad impegnarsi in ogni nuova esperienza. Ma quanto ancora non conosco e potrei apprendere!? Un mio caro amico mi confidò una volta che la chiave della vita può essere racchiusa in questa frase “sapere, saper fare e far sapere”. Ti lascio riflettere su questo, magari capisci prima di me come arrivarci.

Scusami se come al solito divago e le mie parole ingarbugliano anche i tuoi pensieri, vero? :).

Ritornando alla laurea, penso che sia un traguardo importante. Certamente lo è per i miei genitori. Dedico a loro tutto questo e spero che vada tutto per il verso giusto.

Ora devo concentrarmi e ripetere in questa ultima notte da studente anche se mi è difficile non agitarmi e non avvertire il soffio della tensione.

Mio Dio sto per laureami! Fammi un in bocca al lupo caro amico!

Comuncè, Sabato 5.10.2009

Buondì mio caro,

scusami se ieri non mi son fatto sentire, ma ho avuto un bel po’ da fare fra laurea, parenti e ricevimenti. Sappi, però, che ti ho pensato tanto.

Sono felicissimo!!! Come nei migliori film, il finale è stato inaspettatamente perfetto. La commissione mi ha attribuito 110 e lode e all’unanimità i professori mi hanno chiesto di continuare gli studi e di pubblicare quanto prima il lavoro di tesi. Tutti i presenti hanno applaudito la mia proclamazione e non nego che in quegli istanti mi sono sentito come una star. Sono tanto felice soprattutto per i miei genitori e per Ederì. Grazie a loro ho potuto realizzare questo sogno.

Se da un lato sono lusingato, orgoglioso e soddisfatto per tutto questo, dall’altro non penso di meritarmi tutto questo. Sono ben conscio di avere molte lacune da colmare e tanto da imparare. Di sicuro mi sono impegnato tanto in quest’ultimo anno. E’ stato abbastanza dura, soprattutto in questi ultimi mesi conciliare studio e lavoro. Ma nel futuro devo impegnarmi ed organizzarmi meglio in quel che faccio.

Penso che spesso l’Università (intesa come sistema universitario), valuti in maniera abbastanza discutibile i suoi studenti e faccia laureare gente non competente. Quante volte però si laureano o permettono a dei ragazzi di laurearsi soltanto perché serve quel famoso pezzo di carta. Non starò qui a tediarti raccontandoti dei tanti esami facili ma quante volte ho letto delle tesi scritte e strutturate male, con una poverissima bibliografia, poche note e realtà ancora peggiore con pochissima passione ed amore ma in compenso tanto copia-incolla. Le colpe di tutto questo sono da attribuire sia a noi studenti ma anche al sistema universitario che è soltanto la punta dell’iceberg di tutta la Scuola italiana.

Potremmo discutere a lungo dei vari motivi storico-politici che hanno portato all’impoverimento didattico – valutativo dell’Università ma sinceramente oggi non mi và. Oggi è festa!

Si fai bene a non sopportarmi perché a volte sono davvero un gran bacchettone piagnucolone ma permettermi di sfogarmi almeno ora che sono dottore – sono laureato – ho perso il mio status di studente – ora cosa farò- mi sento abbastanza disorientato – e il mondo gira intorno a me.

Fosche nubi di inquieti pensieri aleggiano nella mia testa. Mio caro amico, prima che esse mi raggiungano vado subito a rintanarmi sotto le coperte, nella mia rassicurante casetta nel mio tranquillo paesino.

Comuncè, Martedì 8.12.2009

Sera a te archivio dei miei pensieri,

in questo lungo week-end di festa ho avuto modo di riflettere e pensare sul mio futuro.

Son passati pochi giorni da quando mi son laureato e sento su di me la pressione della signora Responsabilità, ho tanti pensieri e avverto un senso di precarietà. Quando ero studente le mie giornate erano scandite da lezioni, esami, seminari, incontri. Adesso invece non riesco a trovare dei punti di riferimento, delle date precise, degli obiettivi a breve e peggio ancora a lungo termine.

Sì, lo so che questa è una normale fase transitoria e che ci vorrà un po’ di tempo ad abituarsi a questa nuova condizione. Intanto sto già pensando e vagliando le varie opportunità di formazione e di lavoro che potrò cogliere. Almeno ci provo.

Comuncè, Mercoledì 9.12.2009

Good evening my secret book,

questa mattina ho parlato con la prof. della tesi e mi ha proposto di vagliare l’opportunità di fare un dottorato. O meglio mi ha consigliato di pensarci su e ha suggerito alcuni siti da visitare. La sua proposta mi inorgoglisce ma sinceramente non ci avevo mai pensato prima d’ora.

Prepararmi per delle prove d’esame per chissà quale città italiana, augurarmi di vincere una borsa di studio, sperare di non imbattermi in commissioni corrotte e auspicare che per tre anni vada tutto per il verso giusto, il mio fisico potrebbe anche sostenerlo. Difficilmente il mio stomaco sopporterebbe l’idea di lavorare, alla soglia dei trent’anni, magari con un bel contratto aleatorio, elemosinando per un rinnovo e sognare un concorso a tempo indeterminato.

Di sicuro sarò pessimista, forse mi fascio la testa prima di romperla, probabilmente non è quella la mia ambizione, di sicuro non voglio vivere una vita da precario. Molte vicende dei miei coetanei che vivono in questa soleggiata e splendente penisola non mi sono mica di conforto.

Notte caro amico e scusami se mi sfogo con te ma sei l’unico che possa capirmi in questo strano periodo. Sai che solitamente provo a vedere il lato positivo delle cose ma in alcuni momenti lo sconforto mi assale e non riesco a tenergli testa. Attendo che la notte mi culli fra le sue braccia, lasci riposare serenamente il mio corpo sulla luna e mi ristori con il suono delle sue stelle.

Il tuo speranzoso Josè Pascal

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